Il pumo: un emblema dell’arte artigianale pugliese

Tra gli oggetti che rappresentano in modo innegabile l’artigianato pugliese, non possiamo fare a meno di citare il pumo. Con quel suo aspetto che, per l’appunto, richiama alla mente un pomo, questo prodotto dell’arte ceramica della nostra regione si è guadagnato un posto di primo piano tra gli oggetti utili ad abbellire le abitazioni, venendo persino scelto come bomboniera per le nozze.

Ma qual’è la sua storia? Qual’è il suo utilizzo?

La storia del pumo pugliese

Con quella sua sagoma un po’ barocca, il pumo – sin dai secoli scorsi – è presto divenuto un simbolo di ricchezza e di distinzione sociale: questo elemento decorativo, infatti, è stato realizzato dagli artigiani pugliesi in tante versioni differenti, contraddistinte dall’uso di materiali e colori mai identici tra di loro. Con i pumi, le famiglie più ricche della Puglia si preoccupavano di adornare le ringhiere dei balconi, o ancora, i corrimani delle scale, personalizzandoli anche con qualche elemento araldico, in modo da distinguere le abitazioni. Questo bocciolo di ceramica simboleggiava già in epoca romana la purezza di un germoglio, la capacità di rigenerazione, la fecondità e la ricchezza, insomma tutto quanto si possa auspicare per la propria famiglia, a prescindere dallo status sociale della stessa.A questo significato, poi, bisogna pure aggiungere quello che la tradizione popolare pugliese promuoveva e cioè la convinzione che il pumo potesse fungere da protezione contro la sorte avversa, divenendo in questo modo un oggetto capace di portare fortuna.

Il Frantoio D’Erchie ha voluto dedicare a questo simbolo unico di Puglia due fantastici contenitori sale e pepe di colore bianco e nero realizzati da un artigiano locale. Un grande esempio di legame con il territorio.

2019-05-21T17:00:37+02:00